18 – Overthinking

Ho sempre la sensazione che il tempo non basti mai.

Spesso mi sento sopraffatto da tutte le cose che dovrei fare, so che ho poco tempo per farle e anziché iniziare subito, mi blocco.

Resto fermo lì. A pensare.

A pensare a tutto quello che dovrei fare. A tutto quello che vorrei fare. A come potrei farle. A come potrebbero andare le cose.

Dalla migliore delle ipotesi alla peggiore.

Mi perdo nei miei pensieri.

Inizio a passare da un pensiero all’altro, da un’idea a una paura, a un ricordo. Poi torno alla realtà, guardo l’orologio e mi rendo conto di quanto tempo sia passato, capisco che è tardi e lascio perdere.

E la cosa assurda è che so perfettamente di aver perso tempo.

So che avrei potuto semplicemente iniziare. Fare una cosa alla volta. Smettere di cercare di prevedere ogni possibile conseguenza.

Ma non ci riesco.

Perché nella mia testa tutto sembra urgente. Tutto sembra importante. Tutto sembra dover essere fatto nel modo giusto.

E così finisco per non fare niente.

A volte penso che il mio problema non sia avere troppe cose da fare.

È volerle fare tutte contemporaneamente. È voler sapere già come andrà a finire prima ancora di cominciare. È cercare continuamente la scelta giusta, la strada giusta, il momento giusto.

E mentre cerco di trovare il modo migliore per vivere le mie giornate, le giornate passano.

Forse è questo che mi spaventa di più.

Rendermi conto di quanto tempo ho passato a pensare alla vita invece di viverla.

E forse dovrei imparare a non avere sempre una risposta. A non sapere già come andrà. A iniziare anche quando non mi sento pronto.

Perché magari non devo smettere di pensare.

Devo solo imparare a non lasciare che i miei pensieri decidano al posto mio.

IoSonoOliver

17 – Sono stanco

Ultimamente sono sempre stanco.

Sia fisicamente che mentalmente.

Non so se dipende dall’alimentazione, che dovrei ricominciare a curare di più, ma spesso mi sento completamente privo di energie.

E quando sto così, mi sento anche triste.

Magari fino a poco prima sto bene, sono tranquillo. Poi, all’improvviso, mi sento svuotato, triste e stanco. Come se crollasse tutto da un momento all’altro.

Sto perdendo di nuovo la motivazione nel fare le cose. Non mi va più di fare niente. È come se, nella mia testa, tutto fosse diventato inutile.

Sto mangiando di nuovo poco e male e mi sto allenando poco. Quando ho un po’ di tempo libero penso sempre che dovrei andare in palestra, ma alla fine trovo qualche scusa per non andarci.

A volte mi sembra di avere di nuovo quel velo nero che copre tutto e che non mi lascia mai davvero libero.

La stessa sensazione che provavo anni fa.

Eppure, quando sono con loro, tutto cambia.

Tra le loro braccia tutto ha un senso. Tutto sembra più semplice. E finalmente, per un po’, c’è silenzio nella mia testa.

Forse è proprio quella sensazione che devo imparare a ritrovare anche nella vita di tutti i giorni.

Anche quando sono da solo.

Non posso aspettare che siano sempre gli altri a portarmi la pace che non riesco a trovare dentro di me.

Devo riuscire a costruirla anch’io.

IoSonoOliver

16 – Una boccata d’aria fresca

Stavamo male.

Lasciarlo era stata una decisione inevitabile ma dolorosa.

Nel frattempo ha ricominciato a scriverci un ragazzo che avevamo visto a qualche serata e con cui avevamo parlato di persona solo una volta. La prima volta che ci aveva scritto eravamo stati molto chiari sul fatto che avevamo una relazione a tre ed eravamo fedeli e lui aveva rispettato la nostra situazione.

Ora le cose erano diverse e voleva vederci per conoscerci, senza secondi fini. Così abbiamo iniziato ad uscirci.

Ci ha raccontato che gli eravamo piaciuti sin dalla prima volta che ci aveva visti ma non aveva mai tentato un approccio di persona per paura di un rifiuto.

Ci ha anche fatto vedere un suo selfie con noi due sullo sfondo fatto ad una serata per avere una foto con noi. L’abbiamo trovata una cosa molto tenera (anche se un po’ da stalker 😂).

Abbiamo iniziato a parlarci sempre di più e a vederlo sempre più spesso.

Ci ha detto che non sapeva se sarebbe mai riuscito a vivere in una relazione a tre perché aveva la sua idea di relazione ma gli piaceva stare con noi e voleva conoscerci meglio.

Noi stavamo ancora male per la relazione appena finita e non ne cercavamo un’altra ma passare del tempo con lui ci faceva stare bene.

Con lui sembrava tutto così semplice e sereno. Finalmente una boccata d’aria fresca dopo tanta sofferenza.

Non volevamo cancellare il passato, non volevamo sostituirlo, ma avevamo bisogno di andare avanti.

Abbiamo deciso di andarci piano, senza aspettarci nulla e senza sapere dove ci avrebbe portato tutto questo.

Volevamo solo stare bene.
Dopo tutto quello che era successo, ci sembrava già abbastanza.

Non sapevamo ancora che quella persona che era entrata nella nostra vita quasi per caso sarebbe diventata molto più importante di quanto potessimo immaginare.

E forse, per la prima volta dopo tanto tempo, stavamo ricominciando a sorridere.

IoSonoOliver

15 – E ora?

Avevamo passato settimane a piangere perché ci mancava ed avevamo paura di perderlo.

Ora piangevamo perché avevamo scelto di lasciarlo andare.

Gli abbiamo chiesto di rimanere in buoni rapporti e continuare a sentirci ma lui non voleva, ha detto che sarebbe sparito per sempre. È stato brutto, non era ciò che volevamo ma capivamo e accettavamo la sua decisione.

Non ci siamo sentiti per qualche giorno, poi ha ricominciato a scriverci. Ma ogni volta la conversazione finiva con accuse nei nostri confronti.

Ogni volta cercavamo di spiegargli il nostro punto di vista e la nostra sofferenza ma sembrava sempre non capirlo. Sembrava che per lui fossimo solo i cattivi che lo avevano fatto innamorare e poi abbandonato. Purtroppo vedeva solo il suo dolore ma non il nostro.

Per un po’ abbiamo alternato giorni di silenzio a scambi di messaggi. Ogni volta che ci sentivamo sembrava un addio, ogni volta piangevamo come disperati.

Continuavamo a pensare sempre a lui, a come sarebbero potute andare le cose se le circostanze fossero state diverse. A tutti i momenti belli passati insieme.

Dopo giorni senza sentirci iniziavamo finalmente a rassegnarci e a non piangere più. Poi ci ha scritto di nuovo. Altre accuse. Altra gelosia infondata. Un’altra discussione. Altre lacrime.

Alla fine abbiamo dovuto dire basta. A malincuore abbiamo dovuto ammettere che continuare a sentirci era come continuare a ricevere delle coltellate al cuore.

Insieme avevamo vissuto dei momenti fantastici, che sarebbero rimasti per sempre nei nostri cuori, ma avevamo bisogno di andare avanti. Continuare a vivere nel passato e a pensare al futuro che avevamo sognato era troppo doloroso.

“A volte l’amore non basta.”

Non avevo mai capito davvero questa frase.

L’avevo sempre odiata, perché pensavo che quando due persone si amano tutto sia possibile. Ora invece ho capito che non è sempre così.

Ci sono amori enormi che non riescono comunque a diventare una vita insieme.
E forse il nostro era proprio uno di quelli.

Perché, per quanto lo amassimo, l’amore da solo non bastava.

IoSonoOliver

14 – La fine

Piano piano, iniziava a riprendersi fisicamente, ma continuava ad essere distante e a scriverci pochissimo.

Io continuavo a sentire quella frase nella mia testa… “Per fortuna ho la mia famiglia. Noi tre non potremmo mai vivere insieme.”

Era triste ma vero. Non avremmo mai potuto vivere insieme perché lui aveva già la sua famiglia. Il suo posto era lì con loro.

L’avevo sempre saputo, era una cosa a cui pensavo spesso e che mi aveva sempre fatto male ma avevo sempre cercato di pensare positivo, di sperare che prima o poi qualcosa sarebbe cambiato. Fino a quel momento.

Era già un mese che non ci vedevamo e continuavamo a ripensare a quelle parole. Ogni volta erano come una coltellata nel petto. Però ogni volta mi rendevo conto un po’ di più di quanto tutta questa situazione fosse assurda. Di quanto dolore ci provocava.

Così, un giorno, una stupida discussione nata dalla sua gelosia nei nostri confronti è degenerata in qualcosa di molto più grande. Una presa di coscienza di tutto il dolore che provavamo.

Abbiamo avuto una discussione senza senso, alla fine della quale abbiamo chiesto una pausa. Non era ciò che volevamo, ma sentivamo di averne bisogno. Pensavamo che riflettere un po’ sul nostro rapporto avrebbe fatto bene a tutti e tre.

Per la prima volta da quando ci conoscevamo, siamo rimasti 24 ore senza sentirci. Neanche un messaggio.

Che brutta sensazione.

Fino al giorno prima vivevo la giornata in attesa di un suo messaggio e ora non sapevo se ne avrei più ricevuto uno.

Il giorno dopo mi ha scritto che gli mancavo, abbiamo parlato, speravo di chiarire invece la situazione è solo peggiorata. Tutto il dolore che io e Claude avevamo provato fino a quel momento è esploso improvvisamente e ci siamo visti costretti a dire basta.

La scelta più triste e dolorosa delle nostre vite. È davvero difficile lasciare una persona quando la ami così tanto. Ma eravamo ormai fin troppo consapevoli che le cose non sarebbero mai cambiate. Rimanere con lui significava accettare di rimanere i suoi amanti per tutta la vita. Continuare a vederlo un paio d’ore una volta a settimana. Di nascosto. Di corsa.

Come se stessimo facendo qualcosa di sbagliato, anche se per noi non c’era nulla di sbagliato nel nostro rapporto. Il nostro amore per lui era puro e meritava di più. Più tempo, più attenzioni, più presenza. Tutte cose che lui non avrebbe mai potuto dedicarci perché troppo occupato con la vita che aveva già costruito. Quella vita di cui noi non avremmo mai potuto far parte completamente.

Non abbiamo smesso di amarlo. Probabilmente non smetteremo mai.

Abbiamo smesso di accettare di poterlo avere solo a metà.

Non volevamo più accontentarci di poche ore rubate, di messaggi cancellati, di momenti vissuti di nascosto.

Volevamo poterlo amare alla luce del sole. Volevamo più tempo, più presenza, più vita insieme.

E lui non poteva darci tutto questo.

Così abbiamo preferito perderlo per non perdere noi stessi.

IoSonoOliver

13 – Una distanza insostenibile

Pochi giorni prima che ripartisse avevamo avuto una discussione e lui aveva detto: “Per fortuna ho la mia famiglia, noi tre non potremmo mai vivere insieme”. Era una frase detta in un momento di rabbia, ma faceva comunque male.

Poi avevamo cercato di fare pace. Il giorno dopo mi hanno rubato l’auto mentre ero al lavoro e non so davvero come avrei fatto se non avessi avuto loro due a calmarmi ed aiutarmi.

Il giorno dopo lui è dovuto ripartire e da lì è cominciata la sofferenza…

Avevamo appena vissuto il mese più bello della nostra storia.
E adesso avremmo dovuto affrontare tutta l’estate lontani. E, purtroppo, non era la prima volta che passavamo tanto tempo distanti.

Ma per la prima volta avevamo avuto un assaggio di vita con lui, come sarebbe potuta essere una convivenza a tre. Ci sembrava di aver vissuto un sogno, ed all’improvviso siamo finiti in un incubo.

Dopo la sua partenza ha iniziato a stare male e per parecchi giorni non si è saputo cosa avesse. Lui stava male, a chilometri e chilometri di distanza e noi volevamo stargli accanto, prenderci cura di lui, ma non potevamo.

Ci sentivamo pochissimo ed abbiamo anche temuto il peggio prima di sapere i risultati degli esami. Per fortuna non era niente di grave ma aveva bisogno di riposo assoluto per un lungo periodo.

Abbiamo cercato di stargli vicino e consolarlo, nonostante la distanza. Ogni giorno ci scriveva sempre meno, ci cercava sempre meno.

Per non disturbarlo, abbiamo cercato di abituarci a sentirlo di meno. Ma, mentre ci abituavamo a non cercarlo, ci abituavamo anche alla sua assenza.

Abbiamo iniziato a rassegnarci al fatto che la situazione non sarebbe mai cambiata e che non saremmo mai stati liberi di stare davvero insieme.

Era passato solo un mese.

Eppure ci sembrava un’eternità.

Ogni giorno senza di lui faceva un po’ più male del precedente.

IoSonoOliver

12 – Un mese insieme

È proprio vero, quando meno te lo aspetti, la vita continua a sorprenderti.

All’inizio dell’estate è dovuto venire per lavoro dalle nostre parti e ci ha chiesto se poteva dormire da noi.

Ancora non ci credo… È rimasto da noi per un mese.

Un mese bellissimo.

È stato come vivere un sogno. Svegliarsi ogni mattina con loro due accanto ed andare a dormire ogni sera tutti e tre insieme. Andare al lavoro sapendo che al ritorno lo avrei trovato a casa ad aspettarmi. Aiutarlo a preparare il lavoro per il giorno dopo e a scegliere cosa indossare. Scambiarci i vestiti.

È stata la nostra prima prova di convivenza. Finalmente siamo riusciti a fare tante cose che sognavamo di fare insieme. Siamo andati al Pride, a ballare, al mare, a fare passeggiate e a mangiare nei nostri posti preferiti.

Per un mese è stato come se vivessimo tutti e tre insieme. Come se tutto ciò che avevo sognato negli ultimi mesi fosse all’improvviso diventato realtà. E speravo che quei momenti non finissero mai.

Poi quel mese è finito. Un giorno ha rimesso tutte le sue cose in valigia ed è ripartito.

La casa era la stessa.
Ma sembrava improvvisamente troppo vuota.
Come i nostri cuori.

IoSonoOliver

11 – Ciò che abbiamo sempre cercato

Solo ora mi rendo conto che è come se avessimo sempre cercato lui…

È come se tutto il nostro passato ci abbia portato a lui. La decisione di aprire la coppia, incontrare altri ragazzi, tutte le esperienze fino a quel giorno. È come se tutto ci stesse preparando a conoscerlo ed innamorarci di lui.

Solo ora mi rendo conto che forse non stavamo cercando altri ragazzi. Stavamo cercando qualcosa che ancora non sapevamo come chiamare.

Forse, in fondo, abbiamo sempre cercato un altro ragazzo di cui innamorarci, ma non lo sapevamo. E non lo abbiamo capito finché non abbiamo conosciuto lui.

È strano perché fin dall’inizio, quando abbiamo deciso di fare esperienze con altri ragazzi, una delle poche “regole” che avevamo era proprio di non innamorarsi mai di nessun altro. Avevamo deciso che se uno dei due avesse capito che si stava innamorando l’avrebbe detto subito all’altro ed avrebbe smesso di vedere quel ragazzo.

Invece quando abbiamo conosciuto lui è successo qualcosa di raro. È stato amore a prima vista per entrambi e, anche se all’inizio non volevamo ammetterlo, abbiamo sognato fin da subito di costruire qualcosa con lui.

La sua situazione rende tutto più complicato. Ma quello che proviamo non cambia per questo.

Quando stiamo tutti e tre insieme è come se il tempo si fermasse. Come se, per un attimo, tutto fosse esattamente al suo posto.

In quei momenti non desidero altro.

Solo loro due.

IoSonoOliver

10 – Il nostro fidanzato

Continuavamo a vederci.

Incastrare gli impegni di tutti e tre era complicato, ma cercavamo di vederci almeno una volta a settimana.

E ogni settimana diventava sempre più importante.

Stavamo costruendo qualcosa. Qualcosa di bello.

Ma nessuno dei tre sapeva cosa.

Non sapevamo se fosse una storia d’amore. Non sapevamo se sarebbe durata un mese o una vita. Non sapevamo nemmeno come definirci.

Sapevamo solo che volevamo stare insieme.

Un giorno, dopo qualche mese, lui si è definito “il nostro fidanzato”.

Ci è scoppiato il cuore di gioia.

Per la prima volta, quello che stavamo vivendo sembrava avere un nome.

I sensi di colpa tornavano spesso. Era inevitabile pensare che lui aveva la sua vita, la sua famiglia e che ufficialmente noi non avremmo mai potuto essere una coppia. O meglio… una troppia.

Ma i sentimenti erano ormai troppo forti.

Ogni attimo passato insieme continuava a sembrarci magico.

Forse non avevamo ancora capito cosa fossimo.

Ma avevamo già capito una cosa.

Ci stavamo scegliendo.

IoSonoOliver

9 – Eravamo già cotti di lui

La sera in cui ci siamo conosciuti, dopo ore a ballare e baciarci, siamo usciti dal locale e siamo andati a prenderci un cornetto.

Lui, fuori dal bar:
“Quanto siete belli… vi sposerei. Se non fossi già sposato.”

Per un attimo siamo rimasti in silenzio.

Io e Claude ci siamo guardati confusi e gli abbiamo chiesto altri dettagli.

“Eh sì… in realtà ho una moglie. E una figlia.”

Non potevamo immaginarlo fino a quel momento.
Ci sembrava assurdo scoprire una cosa del genere.

Ci eravamo incontrati ad una serata gay e avevamo passato ore a baciarci in pista.

Se lo avessimo saputo prima, non lo avremmo mai baciato.
Non sarebbe mai successo nulla.

Ma ormai era troppo tardi.

Eravamo già cotti di lui.

Abbiamo continuato a parlare e alla fine abbiamo passato la notte insieme.

È stato bellissimo.
Dormire per la prima volta tutti e tre insieme è stato strano, imprevisto… ma dolcissimo.

Però appena chiudevo gli occhi ripensavo alle sue parole.

Al fatto che lui aveva una famiglia.
Che tutto questo era sbagliato.
E che probabilmente non lo avremmo mai più rivisto.

Invece abbiamo continuato a vederci.

E ora stiamo cercando di convivere con questa consapevolezza:
non sarà mai completamente nostro.

Non saremo mai completamente liberi di vivere questo amore.

Sono pieno di paure.

Ho il terrore di perderlo.

Ma lo amo.

Li amo, entrambi.

IoSonoOliver

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